L’erotismo qui non è allusione: è presenza piena.
Corpi che si aprono, si tendono, si offrono senza pudore né esibizione,
nel punto esatto in cui il desiderio diventa vulnerabile
e la nudità smette di difendersi.
Non c’è pornografia, non c’è spettacolo:
c’è l’istante in cui il piacere smette di essere prestazione
e diventa pelle viva, pulsazione, vertigine delicata.
Questi dettagli sono inviti, ferite e promesse:
gesti di resa, di fame, di intimità audace.
Qui l’uomo non domina e non si nasconde—
si lascia vedere, e vedere è già un atto di nudo coraggio.